Convive con un altro? Niente più assegno di mantenimento!

La donna, che percepisce da parte dell’ex marito il mantenimento e che inizia una stabile e duratura convivenza con un altro uomo, perde il diritto all’assegno mensile.

Difatti  la nascita di una nuova famiglia, anche se di fatto, implica l’assunzione di tutte  le relative responsabilità come quella del reciproco mantenimento.

Tali responsabilità pertanto, non possono gravare sull’ex coniuge con il quale di conseguenza, si interrompe ogni legame, anche di tipo economico.

Nell’ipotesi diversa ovvero se l’ex moglie si trasferisce presso un amico che però  non è il nuovo compagno cosa succede?

Ebbene, secondo una recentissima sentenza della Suprema Corte, la semplice coabitazione con un uomo da parte dell’ex moglie fa perdere a quest’ultima il diritto all’assegno anche se lei dichiara che si tratta di una affettuosa amicizia e non di convivenza vera e propria .

La Cassazione ha più volte sottolineato che, tanto l’assegno di  mantenimento (dovuto dopo la separazione) quanto l’assegno divorzile (dovuto dopo il divorzio), cessino nel momento in cui nasce una nuova famiglia anche se di “fatto”.

La nuova famiglia di fatto  che sia basata su una convivenza stabile e duratura, ovvero basata su reciproci obblighi di solidarietà e assistenza, fa venir meno definitivamente il diritto all’assegno di mantenimento.

In buona sostanza chi va a convivere con un’altra persona perde il diritto al mantenimento anche se poi questa relazione cessa.

La perdita del diritto al mantenimento per la moglie non riguarda invece  quello per i figli che rimane stabile fino alla loro indipendenza economica.

La convivenza occasionale e temporanea, invece, non incide sull’assegno di mantenimento.

Per poter dire addio al diritto al mantenimento occorre dunque, che, i conviventi progettino un modello di vita in comune, analogo a quello che caratterizza la famiglia fondata sul matrimonio, e dunque, occorre, un arricchimento e un potenziamento reciproco della personalità dei conviventi, una condivisione e trasmissione di valori comuni.

Dimostrare che si tratti di una stabile e duratura convivenza non è compito facile.

Di certo, indice di ciò potrà essere il tempo, la partecipazione alle spese di casa o il cambio della residenza anagrafica.

La situazione diventa più complicata, allorquando l’ex marito, che voglia interrompere il versamento dell’assegno di mantenimento, dovesse dimostrare non solo che tra l’ex moglie ed il nuovo compagno vi sia un rapporto di convivenza, ma anche una relazione amorosa.

Proprio per sollevare l’ex coniuge da un così arduo compito, la Cassazione ha statuito che, si perde il diritto al mantenimento anche quando la convivenza, stabile e duratura , sia presso un semplice amico.

Pertanto, secondo la sentenza in commento, il trasferimento a casa di un altro uomo fa perdere alla moglie separata il  diritto all’assegno, anche se manca la prova di una convivenza di fatto e anche se si tratta solo di una “affettuosa amicizia”.

Al marito, dunque, non può essere addossato l’onere di dimostrare il grado di intimità che c’è tra la ex moglie ed il nuovo compagno.

La recentissima decisione della Suprema Corte è estremamente importante perché riforma il precedente orientamento di segno opposto.

Difatti, la Cassazione aveva sempre sostenuto,  che per poter parlare di perdita del diritto al mantenimento non bastava la sola convivenza di fatto , ma bisognava dimostrate  che la nuova famiglia era portatrice di valori di solidarietà  e di sviluppo.

 In pratica l ‘ex marito doveva dimostrare  non solo che vi era nuova convivenza ma che la stessa era basata sulla stabilità tipica della famiglia.

Avv. p Tiziana Strazzullo

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