POSSO AVERE UNO SCONTO SULLA TASSA DEI RIFIUTI?

In generale le tasse si pagano a prescindere dalla qualità dei servizi erogati dallo Stato, ma per l’imposta sui rifiuti ovvero la Tari si può ottenere uno sconto dell’80% tutte le volte in cui il servizio di raccolta della spazzatura non viene curato adeguatamente o viene del tutto sospeso.

A indicare come ottenere una riduzione sulla Tari è una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Vibo Valentia (sent. n. 931/2016).

La pronuncia in realtà  non fa altro che applicare alla lettera la stessa legge. (art. 1 co. 656 L.147/2013) – (art. 37 reg. I.u.c.)

Infatti, è dalla legge che discende questo legittimo diritto del contribuente, spesso sottaciuto dalle amministrazioni se non del tutto negato.

Se, tuttavia, nonostante la richiesta il Comune dovesse negare la riduzione sulla Tari, si può  ricorrere al giudice e farselo riconoscere da quest’ultimo.

Vediamo innanzitutto come e quando si può richiedere uno sconto sulla tassa sui rifiuti.

Facciamo un esempio: riceviamo dal Comune una cartella di pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti, che deve pagare chiunque possieda o utilizzi spazi che producono rifiuti urbani.

Ipotizziamo che noi siamo piuttosto irritati nei confronti della gestione rifiuti del nostro quartiere, perché davanti al portone del nostro condominio ci sono cassonetti sempre pieni, che vengono svuotati con grande ritardo.

A causa di ciò, gli abitanti della  zona sono costretti a lasciare  i sacchetti dell’immondizia ai lati della strada. Ne consegue che gli animali randagi aprono i sacchetti lasciati per strada, la spazzatura invade la via, si crea un ambiente sporco maleodorante dove non è difficile vedere qualche topo aggirarsi.

Esasperati da tale situazione ci rechiamo in Comune per chiedere una riduzione dell’imposta sui rifiuti ma riceviamo un netto rifiuto.

L’impiegato ci dice che le tasse vanno pagate a prescindere!

Dunque che fare? Chi ha ragione, l’impiegato che sostiene che non possiamo ottenere la riduzione dell’imposta, nonostante il servizio non sia stato svolto adeguatamente, o noi che  rivendichiamo il nostro diritto?

Secondo la sentenza emessa dalla Commissione Tributaria di Vibo Valentia, se il servizio di raccolta della spazzatura non funziona e in città i sacchetti non vengono ritirati con disagi per tutti i cittadini, è possibile ottenere una riduzione dell’80% sulla Tari dovuta.

Quindi dobbiamo pagare solo il 20% dell’imposta.

Per ottenere lo  sconto sulla tassa sui rifiuti,  dobbiamo però documentare l’effettivo blocco della gestione del servizio rifiuti e quindi fotografare lo stato dei luoghi, farci rilasciare un’attestazione dall’Asl sul degrado igienico sanitario dell’area.

Come anticipato in premessa la sentenza non è altro che una perfetta applicazione della legge. (art. 1 co. 656 L.147/2013) – (art. 37 reg. I.u.c.)

La quale legge infatti stabilisce che : “La Tari è dovuta nella misura  massima del 20 per cento della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle  persone o all’ambiente”.

È possibile inoltre ottenere, sempre in virtù della stessa legge n. 147/13, una riduzione dell’imposta sui rifiuti quando il cassonetto della spazzatura è lontano  dall’immobile del contribuente.

In questo caso è possibile ottenere uno sconto del 40% sul totale dovuto.

Per completare vediamo anche i casi in cui non si deve pagare l’imposta sui rifiuti:

  • locali o spazi che risultano inadoperabili e dunque incapacidi produrre rifiuti;

  • locali in cui non si possono produrre rifiuti autonomamente come balconi, terrazze, cantine;

  • locali in cui non risulta possibile produrre rifiuti per via di condizione peculiari.

Per ottenere lo sconto sulla Tari è necessario presentare la domanda al proprio Comune di residenza.

Di solito i Comuni dispongono di moduli ma si può presentare la richiesta anche in carta libera, inviata con raccomandata A.R., con posta elettronica certificata o a mani all’ufficio protocollo.

Bisogna motivare adeguatamente la richiesta, e non ci sono termini massimi per la presentazione.

Avv. Tiziana Strazzullo

Studio Legale Smeriglio

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