Si può chiedere l’annullamento del matrimonio se il coniuge è depresso?

Per chiedere l’annullamento del matrimonio è necessario dimostrare che la malattia era già presente prima delle nozze e di essere in buona fede ossia di non essere stati messi a conoscenza di ciò.

Sei stata fidanzata, per diversi mesi, con un uomo con il quale non hai mai convissuto salvo nei brevi periodi di vacanza e durante i viaggi. La vostra conoscenza, per quanto non lunga, è stata intensa a tal punto che hai deciso di accettare la sua proposta di matrimonio. Dopo le nozze, però, ti sei accorta di un particolare di non poco conto: tuo marito è facilmente soggetto a depressione. Il che lo porta ad essere solitario, taciturno, a non voler uscire di casa, a non avere rapporti sessuali con te, a non voler neanche lavorare. Insomma, una vera e propria patologia clinicamente accertata, per come lui stesso ti ha confessato solo dopo esservi sposati. Ti senti incastrata: il suo comportamento è tanto in malafede quanto grave. «Non si può tacere un problema di questo tipo», gli rimproveri. Così, intenzionata a dirgli definitivamente addio e a separarti, avvii una causa per chiedere l’annullamento del matrimonio e il mantenimento vista la tua buona fede. Lui però si difende ricordati tutti i messaggi e le email in cui ti parlava delle sue “passioni”: dei pensieri di morte che a volte lo attanagliavano, del difficile rapporto con la gente e delle difficoltà relazionali; ti rammenta anche che una volta tu stessa lo hai accompagnato dal medico e lo hai visto assumere farmaci di cui non ti ha mai tenuto all’oscuro. «Non credevo però che la malattia fosse così grave» gli rispondi; e procedi per la tua strada. Chi dei due ha ragione? Si può chiedere l’annullamento del matrimonio se il coniuge è depresso? Sul punto è intervenuta una recente sentenza della Corte di Appello di Napoli [1] dando un’esauriente risposta. Ecco cosa è stato chiarito.

Annullamento del matrimonio per malattia fisica o psichica

La legge stabilisce la possibilità di chiedere l’annullamento del matrimonio per errore sulla persona. Tra gli errori che possono influire sul consenso vi è la malattia fisica o psichica, un’anomalia o deviazione sessuale. Attenzione però: tale malattia deve sussistere prima del matrimonio e influire in modo determinante sulla vita coniugale: per capirci, disturbi psichici, sieropositività, tossicodipendenza, impotenza, problemi ad avere rapporti sessuali, ecc.

Il coniuge a cui sia addebitata la causa di nullità del matrimonio è tenuto a versare all’altro coniuge in buona fede, qualora il matrimonio sia annullato, una congrua indennità, anche in mancanza di prova del danno sofferto. L’indennità deve comunque comprendere una somma corrispondente al mantenimento per tre anni. È tenuto altresì a prestare gli alimenti al coniuge in buona fede, sempre che non vi siano altri obbligati [2].

Annullamento del matrimonio per malattia: quali condizioni?

Per ottenere l’annullamento del matrimonio per errore dovuto all’esistenza di una malattia fisica o psichica dell’altro coniuge, è necessario fornire la prova della mancata conoscenza dell’infermità prima della celebrazione del matrimonio. Non è possibile, invece, ottenere l’annullamento se già si è a conoscenza della patologia del futuro coniuge, nonostante le difficoltà relazionali sorte durante la vita matrimoniale.

Pertanto, i presupposti per ottenere l’annullamento del matrimonio per malattia del coniuge sono tre:

  • la malattia doveva essere già presente prima del matrimonio. Non è possibile chiedere l’annullamento del matrimonio per una malattia, come la depressione, sorta successivamente alle nozze visto che, tra i doveri dei coniugi, vi è anche quello di assistere l’altro (moralmente e fisicamente) quando sia in situazioni di difficoltà;
  • il coniuge doveva essere all’oscuro della malattia quando si è sposato: la presa di coscienza deve essere avvenuta successivamente alle nozze;
  • si deve trattare di una malattia grave, tale cioè da poter influire in modo significativo sulla vita di coppia. Non è così una colite, l’insonnia, le cefalee; lo può invece essere la depressione.

L’onere della prova: a chi spetta dimostrare la malattia?

L’aspetto principale della pronuncia della Corte di appello di Napoli consiste nell’onere della prova: spetta a chi chiede all’annullamento del matrimonio per depressione dimostrare che:

  • la malattia preesisteva alle nozze e
  • e di non esserne stato a conoscenza.

L’ignoranza sulla presenza della malattia, insomma, non si può presumere ma va provata in tribunale. In sostanza, i giudici chiariscono che la mancata conoscenza della patologia deve essere dimostrata e solo tale prova può condurre all’annullamento del matrimonio, senza che possano rilevare sotto il profilo probatorio eventuali difficoltà relazionali manifestatesi dopo il matrimonio.

note

[1] C. App. Napoli, sent. n. 4053/2017 del 9.10.2017.

[2] Art. 129-bis cod. civ.

Tratto da LLpT – 30/03/2018